Don Dario Alunno

La scomparsa Pieve di Rubbiano e il Santuario di S. Maria della Croce in Val di Pierle.

a cura di Claudio Lucheroni

 

Parlare della terra natale che ha accolto i nostri primi passi, che ci ha nutrito e che ci ha fatto vivere, è un po’ come parlare della propria mamma.

Volendo, poi, cercare nel passato di questa mamma è come aprire uno scrigno che conserva i suoi segreti, il suo passato, e si può scoprire che non tutti i figli più famosi sono emersi nella storia per virtù o per valore.

E lo “scrigno dei segreti” contiene immagini, documenti e testimonianze che soltanto chi ha uno spiccato spirito di conservazione le cerca, le raccoglie e le fa proprie per rendere, quindi, partecipi tutti gli altri.

E’ questo lo spirito che anima gli storiografi, è questo lo spirito e l’intento con cui don Dario Alunno ha realizzato la storia della “sua” Val di Pierle, descrivendola nei minimi particolari geografici, storici ed umani.

Dalla ricostruzione dell’antica suddivisione amministrativa e geografica del territorio, alla descrizione delle chiese e dei castelli con le relative storie e leggende, alle Visite pastorali riferite dettagliatamente che mettono in risalto anche il lato umano sia dei parroci che dei Vescovi, tutto è riferito con il linguaggio semplice, caratteristico di don Dario, perché chiunque ne legga anche solo un brano, possa immedesimarsi in quell’entusiasmo della ricerca storica che ha animato l’Autore.

Anticamente, e fino al secolo passato, parte del territorio toscano della Val di Pierle intorno a Mercatale era frazionato in tre “terzi”, come avveniva per le città che erano suddivise in rioni:

“Il ‘Terzo di Pierle’ ov’è il fortilizio antico con la Rocca o torre che gli dà il nome ‘Rocca di Pierle’ ivi è la Prioria e Case Sparse;

Il ‘Terzo di Mercatale’ ove sono molte case ad uso di Castellato nel piano della Valle; nello spirituale stanno sotto la cura di S. Maria delle Corti dello Stato di Perugia che è di la dal fiume;

Il ‘Terzo di Danciano’ che risiede in collina con poche case ove è un fortilizio demolito; sotto questo ‘terzo’ sta la Pieve di S. Donnino a piè di Danciano e la magnifica Chiesa della Croce in collina”.

Anche la Val di Pierle, quindi, con i suoi numerosi castelli e fortificazioni, per la maggior parte oggi in fase di grave stato di degrado e di abbandono, dimostra quanta importanza abbia avuto nel corso dei secoli sebbene nascosta nella stretta gola tra le montagne. Con il torrente Niccone ha rappresentato il confine tra il territorio bizantino e quello longobardo divenuti in seguito, rispettivamente, Ducato Romano e Tuscia, quindi Stato Pontificio e Granducato di Toscana e ancor oggi indica il confine tra le regioni Umbria e Toscana..

Le numerose chiese, poi, quasi in numero eccessivo rispetto agli abitanti, costruite in tempi diversi e spesso in località impervie, dimostrano la fede e l’attaccamento di questa popolazione al culto religioso.

Arti Tipografiche Toscane, Cortona, 2002.

TORNA ALLA PAGINA INIZIALE