AI MIEI GENITORI

 

Per ringraziarvi non ci son parole

d’essermi stati buoni genitori,

migliori, forse, che non siamo noi.

 

Rivedo i bigliettini sotto il piatto,

com’era tradizione per Natale,

con la promessa di diventar buono;

 

e in premio qualche gioco fatto in casa

di legno e chiodi e mezzo verniciato,

oggetto dell’invidia dei vicini.

 

Ma soprattutto voglio ringraziarvi

d’avermi dato il dono della vita,

la prima educazione ed i consigli.

 

Gl’insegnamenti appresi da bambino

in molti casi certo son serviti,

e ancora li ricordo ad uno ad uno.

 

Se qualche volta poi non ho obbedito,

ma non per alterigia o per orgoglio,

dinanzi a tutti voi chiedo perdono.

 

Claudio Lucheroni

Piana, 28 Aprile 2002.

 

 

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