PENSIONAMENTO DI FRUSCIANTE E MANNUCCI 

 

 Con queste poche righe scritte in rima

io voglio dimostrare la mia stima

verso ciascun collega, oltre che amico,

e lasciare un ricordo a quel che dico

e con poche parole, senza fretta

di ognun descrivo tutta la gavetta.

Furono assunti semplici Assistenti

ma diventaron poi Sovrintendenti,

per merito e solo per bravura

e senza il sindacato per procura.

Comincio con Domenico, il più anziano,

che venne assunto a Orciano nel Pisano

ma presto trasferito a Montallese

stava tranquillo lì, senza pretese,

fin quando per esame, un bel mattino,

promosso, fu mandato a Rigutino.

Ma poco tempo lì restò da solo

che a Chiusi e a Panicale giunse al volo,

ma poi a Rifredi con trepidazione

per prendere la nuova promozione.

Fu poi mandato al DiCiO di Siena

a graficare in cuffia con gran lena.

e, prima di raggiunger la pensione,

Terontola trovò in destinazione.

Che dire adesso del caro Giovanni?

In ferrovia c’è stato per trent’anni

da quando cominciò la sua presenza

nel grande scalo che è lassù all’Ardenza

e poi nelle stazioni di Livorno

facendo turni di notte e di giorno.

E Fiorentino e Lago e Montallese

lo videro al lavoro qualche mese,

e a Chiusi aspettò con attenzione

il momento per un’altra promozione.

Ma dopo l’Accademia di Rifredi,

promosso, in quel d’Arezzo lo rivedi,

e a Terontola, al fin, senza apprensione

attese con pazienza la pensione.

Noi ci ritroveremo a Castiglione:

passate qualche volta alla stazione

a salutar quei pochi ferrovieri,

che non son tanti come lo eran ieri.

La vita vi sorrida senza danni:

brindiamo tutti in coro a Menco e a Gianni

 

Claudio Lucheroni

 

Ristorante “Le Macerine”

Castiglione del Lago  7 novembre 2009

 

Torna alla pagina iniziale