PRANZO DEI CAPISTAZIONE DI

 TERONTOLA

 

 

La ferrovia è cambiata, questo è certo

ma il cuor dei ferrovieri è sempre aperto

e il ritrovarsi insieme, in questo giorno,

per chi è in pensione, è come un gran ritorno.

 

Capistazione che han fatto viaggiar treni,

e giorno e notte han visto code e freni,

e dando ai viaggiatori informazioni

han lavorato senza indecisioni.

 

Ma adesso non parliamo di trenini

pensiamo a quel che offre Bufalini:

che è un buon Capostazione non ci piove

e le mascelle nostre oggi muove.

 

Sapete chi l’incontro ha organizzato?

Nasorri è stato e tutti ha invitato:

pianin pianino lui si fa sentire

ed è difficile non aderire.

 

Ma come posso ricordare tutti,

senza far distinzion tra belli e brutti?

Alcuni son presenti ed altri assenti,

ma questi li portiamo nelle menti.

 

Comincerò con quelli di lontano:

son con Furlotti, che a tutti dà una mano,

Ferrata, Mocci, Fiacchi e l'Antinori,

giù da Foligno a ricercare allori,

 

ognuno si è distinto nell’impegno

con il berretto rosso che è un bel segno;

e poi Bizzarri e Gabbarelli e Gallo:

son tutti perugini o del vassallo.

 

Han lavorato inoltre quattro donne,

vestite in pantaloni o con le gonne:

la Matassini, Valoriani e Bruni;

Ciufegni poi, presente nei raduni.

 

Venuti qui dal Lago, son vicini:

Cariotta, Brugi, Chielli e Parrettini.

Inoltre c’è Rossano e poi Mannucci,

che ha scavalcato tutti senza crucci.

 

Da Camucia: Monaldi, Ghezzi e Talli

e poi Grazzini, veste panni gialli.

Banini e Rossi son chianini veri;

da Città Pieve è sceso solo il Neri.

 

Giulicchi con Bennati e con Caprini

terontolesi son come il Farini,

e Rinchi, Grilli e Giorni, in conclusione,

han operato lì, nella stazione:

 

artisti a tempo pieno o come hobbisti

snervati per davver non li ho mai visti.

E tutti a far carriera hanno sudato,

meno che il Turcheria, col sindacato.

 

Infine c'è un saluto per il Baldi,

che della ferrovia ha ricordi caldi:

noi oggi ti passiamo di livello,

a condizion che poi porti il cappello!

 

Gori, Torniai, Scaletti e Randellini

han visto la stazione da piccini,

come Bellucci e con lui Barneschi

che d’abilitazione sono freschi;

 

e insieme c’è Fagioli con Martino.

Prendiamo in mano un calice di vino

e un brindisi facciamo tutti in coro:

“Terontola è il posto di lavoro”.

 

Ho scritto queste rime senza danni

per ricordar gli amici di trent’anni,

e qui finisco in rima i miei sermoni:

a tutti un forte abbraccio: Lucheroni.

 

Terontola 20/11/04

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