GIUSEPPE BRONZI   

 

     

Il prof. Giuseppe Bronzi è nato a Terontola di Cortona il 13.11.1948.

Laureatosi in Filosofia all’Università di Perugia con diploma di addottrinamento in Scienze Umane e Sociali presso la Libera Accademia Europea di Scienze Umane di Urbino e specializzazione in Archivistica, Paleografia e Diplomatica, già insegnante nelle scuole medie e nei licei, funzionario del Ministero dell’Interno e poi dei Beni Culturali.

E' deceduto a Cortona il 22/11/2015

Ha pubblicato:

Il cappellano di Monteleone (Cortona, Nuovi Incontri)1987

Ecumenismo e dialogo in Cusano (Libera Accademia del Dialogo)1988

Il fascismo aretino da Renzino a Besozzo (1921-1945), (Cortona, L’Etruria),1988

La seconda clandestinità del Comitato Provinciale di Liberazione Nazionale di Arezzo (Cortona, Nuovi Incontri) 1988

Fu fondatore negli anni 1968-70 dei giornali giovanili locali Incontri con i giovani e Nuovi incontri. (http://www.memoria900.com)


Da: Il cappellano di Monteleone: Don Giuseppe Vetralla.

 

  

Don Giuseppe fu, dunque, quello che si dice un uomo tutto d’un pezzo, di una integrità e coerenza acquisite fin dal primo fiorire della sua vocazione sacerdotale e via via arricchite, irrobustite nel costante esercizio fino alla sua ora suprema.

Era esigentissimo con se stesso e su questo non transigeva mai, a costo anche di sacrifici e di rinunce a cose pur legittime ed umanamente innocenti.

Questo stile lo imponeva a chiunque lo avvicinava: era un esempio contagioso e talvolta un rimprovero muto.

Era per natura nemico di ogni forma di sopruso e di ingiustizia: odiava la menzogna e il compromesso. Intravide subito con chiarezza i pericoli per la pace e la giustizia nelle aberrazioni del fascismo nascente.

Infatti, già “prima della marcia su Roma dimostrò sentimenti antifascisti, fu assiduo lettore di quotidiani sovversivi e professò sentimenti favorevoli al partito popolare”

Si attribuiscono a don Vetralla episodi molto significativi di avversione e condanna del regime e dei suoi miti: ne emergono la schiettezza del carattere e la limpidezza dei sentimenti, l’ispirazione evangelica del comportamento, la necessità da lui profondamente sentita di proclamare la verità, di illuminare le persone con le quali entrava in contatto per ragioni di ministero ed in ogni altra occasione, per metterle in guardia contro i pericoli dell’ideologia dominante.

“Il 21 aprile 1927 in frazione Caioncola di Castiglione del Lago, nella bottega di un barbiere, cercò di minimizzare la festa del natale di Roma, asserendo di aver notato che essa non era accolta con entusiasmo e, parlando della condanna Capello-Zaniboni, disse che per lui lo Zaniboni era un galantuomo e non meritava simile condanna.  Nell’occasione venne solo diffidato per l’intervento di Autorità ecclesiastiche”

A don Giuseppe, uomo colto ed attento lettore di giornali, non poteva sfuggire la tendenza del regime a fruire pretestuosamente di ogni clamoroso evento per ulteriori restrizioni alle libertà fondamentali.

D’altronde “la prima qualità che dobbiamo riconoscere nell’uomo don Vetralla, fu un carattere inflessibile che talvolta poteva confinare con la cocciutaggine.  Quando era persuaso, dal suo ragionamento e dal suo intuito di uomo onesto e leale, di essere nel vero e nel giusto, non c’era opportunismo, convenzionalismo, rispetto umano che lo potessero far deflettere dalle sue posizioni”.

Un anno di profonda crisi nei rapporti tra il clero di Monteleone ed i rappresentanti del regime fu il 1929: al cappellano don Giuseppe fu contestato che “in data 4 novembre 1929, per il trasporto della salma di ex combattente in Monteleone d’Orvieto, si oppose con risentimento che in testa al corteo funebre prendessero posto le bandiere nazionali, osservando che davanti al Crocifisso non voleva bandiere”.

In conseguenza di ciò e di un analogo episodio concernente il parroco priore mons.  Francesco Petrucci, il quale “avrebbe celebrato l’annuale commemorazione solenne dei Caduti senza inviti particolari, limitandosi all’avviso sacro solito sulla porta della Chiesa” fu provocata un’inchiesta politica....

 

 

 

TORNA ALLA PAGINA PRINCIPALE