IVO FALTONI   

 

   

Vive a Terontola dove è nato da Silvio e Erina Mattioli. Sposato  con Giorgina Borgni, ha avuto tre figli: Fabio, Marco e Nicoletta. Dal primogenito ha avuto due nipoti: Edoardo e Costanza.

Di professione artigiano, ha da sempre dedicato allo sport tutto il suo tempo libero, svolgendo attività di pubblicista sportivo e, dal 1957, è stato corrispondente della Gazzetta dello Sport. Ha collaborato anche con i giornali Ciclismo d’Italia, Corriere di Arezzo e L’Etruria.

La sua vera passione, infatti, l’ha esplicata come organizzatore e dirigente fondatore di gruppi sportivi ciclistici. Già giovanissimo ha collaborato con Leo Pipparelli, Enzo Mezzetti, Enzo Montagnoni e Silvano Gnolfi alla realizzazione delle manifestazioni ciclistiche tra cui, fino alla fine degli anni ‘60, la Coppa dei caduti, classica di ciclismo dilettanti. Organizzatore tra i più importanti raduni ciclistici della provincia di Arezzo, tra cui, a Camucia, il Trofeo Cougnet, gara riservata ai professionisti; Crono Coppie Arezzo-Terontola, Coppa Città di Cortona.

Ha collaborato alla realizzazione di manifestazioni nazionali quali il Giro d’Italia con tappa a Cortona nel 1982, il Giro d’Italia dilettanti, il Giro delle Regioni dilettanti, la Tirreno Adriatico.

Come fondatore di associazioni e gruppi ciclistici ha iniziato, nel 1954, con la  FAIV Valdichiana, e successivamente la G.S. Faltoni per lo sport, la U.S. Val di Pierle, e la U. S. Cortonese.

La pubblicazione del libro “Alferdo Martini, L’uomo, l’atleta, il C.T.” è simbolo della sua passione per il ciclismo.


Da: Alfredo Martini, Arti Tipografiche Toscane, Cortona, 2001..

 

Perché questa idea.

 

Il desiderio fare un libro su Alfredo Martini era nella mia mente da molto tempo.  Il problema maggiore era come impostarne il contenuto, in modo tale da poter interessare non solo chi ama il ciclismo, ma anche tutti quei giovani che vorrebbero praticare tale sport.

Raccontare Martini per uno come me che gli è vicino dal 1957, non è poi così difficile.  Ho constatato personalmente, nel corso degli anni, quante persone godano della sua stima e della sua fiducia: dagli atleti ai dirigenti, dai giornalisti ai politici ai più semplici sportivi.

Troppo spesso, oggi giorno, assistiamo a scene poco edificanti che riguardano il mondo dello sport, lontane dal tipo di insegnamento che dovrebbe dare, specialmente ai più giovani.  Certi episodi non competono alla vita di Martini che ha dimostrato, in più di un’occasione, un animo ed un comportamento nobile nei confronti delle persone che ha avuto accanto nel corso della vita, dal semplice tifoso al grande dirigente.

Raccontare Martini è stato fatto, è vero, da tantissimi cantori di ieri e di oggi, sono state tenute conferenze sia dalle grandi sia dalle piccole società sportive, dibattiti con al centro “l’Alfredo nazionale” alla radio e in televisione.

Fare un libro ripetendo ciò che altri hanno scritto e che molti già sanno, sarebbe stato inutile e, d’altra parte, non avrei neanche potuto basarlo interamente sul mio rapporto di amicizia con lui.

Così ho deciso di chiedere ad altri personaggi, illustri e meno, di raccontare episodi e aneddoti su Martini e sul loro rapporto con lui, sperando così di poter avere una idea più ampia di come venga effettivamente. considerato e visto “L’UOMO, L’ATLETA, IL CT”...

 

 

 

Perché il libro in due parti

 

La prima parte del libro fu presentata in occasione del 25° anniversario di Alfredo Martini come massimo responsabile tecnico della F.C.I. ed è venuto naturale presentare il libro in versione completa in occasione del suo 80’ compleanno.

Con la convinzione che anche Alfredo condivida pienamente, vorrei iniziare questa seconda parte del libro ricordando le scomparse avvenute nell’anno 2000 di due Grandi del mondo ciclistico: Gino Bartali e Antonio Maspes.  Alfredo è stato amico, fedelissimo gregario nei Tours e leale avversario di Gino e grande ammiratore come atleta prima e C.T. poi di Antonio.

Le note liete del ciclismo italiano del 2000 sono state Michele Bartoli, Francesco Casagrande, Danilo Di Luca e Stefano Garzelli.  Ma al Giro d’Italia, il momento più significativo è stato la presenza di Marco Pantani sotto il loggiato del Bernini in Vaticano, in attesa di entrare nel salone dove ad attendere i partecipanti vi era Sua Santità Giovanni Paolo II....

 

 

 

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