LAURA RINALDINI

 

   

 

Laura Rinaldini è nata a Frassineto (Arezzo) il 6 Luglio 1952.

Ha conseguito la Laurea in Materie Letterarie e mantiene uno stretto contatto con la letteratura attraverso la sua grande passione: la poesia, che l’ha da sempre accompagnata e che ora sta per diventare patrimonio comune di tutte le persone che l’apprezzano.

Insegnante per molti anni nella Scuola Elementare di Terontola, attualmente insegna in una Scuola Elementare di Arezzo.

La sua produzione poetica ha già avuto molti riconoscimenti:

- Al Concorso “La Lizza d’oro” di Marina di Carrara (2’ premio)

- Il premio della Critica-Concorso “Beniamino Joppolo” a Patti (Messina)

- Il 2° premio nel concorso ad invito “Dante Alighieri”di Luco dei Marsi (L’Aquila)

- Il 10° premio nel concorso “Amici dell’Umbria” anno 1998

- Il 2° premio nel concorso “Amici dell’Umbria” anno 1999

- Il 3° premio nel Concorso Nazionale di poesia CIRC.Arci-Foiano

- Il 2°premio della Critica-Concorso “Beniamino Joppolo” a Patti (Messina) anno 2000.

 

  

TI HO INCONTRATO

 

Ti ho incontrato

nelle mie solitarie

notti insonni,

nei miei mille scontri

con le incertezze,

nella spietata lotta

per la conoscenza

di me stessa,

nei crepuscoli tinteggiati

di malinconia,

nel mio andare

incerto e faticoso.

 

Ti ho incontrato

in anonimi specchi

di periferia

e

per le strade frenetiche

di vite consumate

troppo in fretta.

La tua immagine,

con voce silenziosa

e rassicurante

si è seduta

vicino a me,

mi ha preso la mano

e mi ha sorriso.

 

 

 


A MIA MADRE

 

Guardo,

furtiva,

tra le rughe

di un volto vissuto

i tratti

della tua

solennità.

 

Un profondo

senso

di

religioso rispetto

mi invade,

intanto,

l’anima.

 

 

 

LA VITA

 

Un solco

profondo

indurito

il nostro cammino.

 

Interrotto

qua e là

da fili di

speranza.

 

 

 

NON C’E’ MISURA PER IL DOLORE

 

Sembri misurare

l’incoscienza

del tuo dolore

con passi silenziosi

con passi sempre uguali

quasi calcolati

entro uno spazio

sicuro

memoria di tanta vita.

Sembri muoverti

tra dimenticanze

 

e pallide lucidità

nel domandare

il significato

di un’assenza.

Perché è meglio

continuare

ad aspettare ancora

in certe sere

sospesi tra la vita e la morte

il figlio che

non c’è più.

 

 

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