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CARLO ROCCANTI
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È nato a Riccio di Cortona il 23 Luglio 1952. Dopo aver frequentato il Liceo Classico “Signorelli” a Cortona, si è laureato in Lettere Classiche a Perugia. Attualmente è Funzionario della Cassa di Risparmio di Firenze. Fino da ragazzo ebbe dimestichezza con la poesia in dialetto chianino recitando le composizioni del vecchio Parroco del Riccio, Don Alfredo Caloni. La sua prima composizione di un certo rilievo è del 1972: “LA CHIANINA COMMEDIA”, quasi 300 versi in rima baciata che il più illustre dei Ricciaioli, il Prof. Domenico Campanacci, volle farsi rilegare e scrisse che l’avrebbe conservata tra i libri più preziosi della sua biblioteca. Sempre dei primi anni ‘70 sono pure “‘NA CHIACCHJARETA”, la “SATRIA RICCIAOLA” e “‘L MESQUELONE”, tutte poesie d’occasione che ripercorrono i fatti curiosi della vita paesana, le storie e i personaggi del Riccio: occasione di lettura erano le famose cene paesane presso il vecchio frantoio del Riccio. E’ del 1974 una commedia inedita “VALDECHJENA”, scritta soprattutto per “codificare” in forma scritta il dialetto, i proverbi e i modi di dire di un mondo contadino ormai in via di estinzione. E’ del ‘78 “L’ADDIO A DON BENITO” che venne molto apprezzata dal Vescovo Franciolini e pubblicata su “L’Etruria”. Di quel periodo e fino a metà degli anni ‘90 sono gli “INVITI A NOZZE”, attesi componimenti dialettali a rima baciata in occasione dei matrimoni di parenti e amici, composizioni comiche d’occasione e pertanto tutte inedite. Assai numerose sono inoltre le composizioni “in lingua” in occasione di trasferimenti e/o pensionamenti di colleghi di lavoro e amici, satira politica e sportiva, gite sociali ecc. anche queste inedite in quanto tipiche poesie d’occasione. Sono state invece pubblicate su “L’Etruria” tutte le poesie dal 1989 al 1995: numerose brevi composizioni a carattere conúco che traducono in rima scenette, aneddoti e barzellette tratte in parte dalla vita dei campi ma anche dalla cronaca recente, spesso con spuntì piuttosto .... piccanti. Carlo ROCCANTI fu tra i fondatori di due riviste locali a carattere giovanile “IL PUMA” ed il più noto “NUOVI INCONTRI” ed ha collaborato con corrispondenze per “LA VOCE DI CORTONA” e per “L’ETRURIA”, occupandosi anche di ricerche storiche sul Santuario di Sepoltaglia. E’ sua la ricerca storica sulla Filiale di Cortona della Cassa di Risparmio di Firenze, pubblicata sul prezioso volume “LE OPERE E I GIORNI” edito dalla CASSA DI RISPARMIO DI FIRENZE. Collabora, fino dalla sua prima edizione che lo vide vincitore, al premio di Poesia Dialettale che si tiene ogni anno l’8 Dicembre in occasione della Festa di S.Pietro a Cegliolo. Si è inoltre dedicato alla divulgazione del dialetto chìanino partecipando a trasmissioni presso le TV locali, a incontri presso le scuole e come animatore di spettacoli teatrali e serate, tra cui la famosa “SERATA MARANGUELONE“ del 1993 in Piazza Signorelli a Cortona. Carlo Roccanti aspetta solo di avere un pò più di tempo libero per porre mano al riordino ed alla stampa di questa sua vasta produzione.
O VALDECHJENA.......
Si tratta di una composizione in rima baciata di circa 300 versi scritta da Carlo Roccanti all’età di 20 anni nell’ormai lontano 1972. In un sogno molto realistico il poeta si ritrova nell’Aldilà e ripercorre in piccola parte la vicenda di Dante Alighieri. Suo “Virgilio” è il vecchio parroco del Riccio Don Alfredo Caloni, deceduto anni prima nel 1963, che fino da ragazzino gli aveva fatto amare i versi della Divina Commedia che conosceva in gran parte a memoria. Il brano “O Valdechjèna...” è appunto la trasposizione in rima del ricordo che ha Don Alfredo della sua Valdichiana e del Riccio visti dalla “Maestadina”, la stazione della Via Crucis al limite della pineta sulla collina a picco sopra il Riccio. E’ un ricordo preciso, velato di tristezza.
OCCHJO A LE
SASSETE!!!
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