IGINO ZUCCHINI

 

   

 

 

Ha scritto delicate poesie pubblicate via via in alcuni periodici locali e conosciute in varie scuole della zona.

In queste poesie i temi ricorrenti sono le bellezze della natura e i sentimenti di solidarietà verso le persone più deboli.

La poesia dedicata al padre, prematuramente scomparso, ha dato l’avvio a quella vena patetica che caratterizza tutta la produzione lirica dello Zucchini.

 

“Ci sono momenti nella vita in cui non hai la forza di andare avanti e senti il bisogno di avere vicino una presenza viva che non sia soltanto un ricordo.

Allora devi istintivamente prendere carta e penna per fissare l’immagine di colui che pur non essendo più fisicamente presente è radicato nel profondo del tuo cuore.

E’ così che è nata la mia prima poesia dedicata a mio padre”.


A MIO PADRE

 

Quando ero piccolo

ti vedevo alto, altissimo,

ed ero vicino a te tanto sereno,

e sempre lo sono stato fino a quando

il destino da me ti ha separato.

 

Ricordo, quando bambino,

aspettavo la sera tardi,

il tuo festoso ritorno a casa:

 

io ti correvo incontro,

cercando le tue mani,

ed aspettavo che tu mi prendessi

tra le tue braccia robuste.

Allora mi appoggiavo al tuo petto

ed era per me

come se mi appoggiassi ad una montagna.

 

Quelle tue mani ruvide e bianche di calce

erano fiori meravigliosi

che tu mi donavi.

 

Ora che sei lontano

conservo nel cuore

quei fiori stupendi

e, con le mie lacrime,

li annaffierò perché essi

non appassiscano mai.

 

Ho frugato tra le tue cose

ed ho trovato una scala lunghissima...

sono salito fino in cima

per toccare le stelle

e mi sono accorto che esse

sono soltanto

buchi luminosi nel cielo oscuro.

 

Ed ho capito che la vita,

per chi ha fede nell’eternità,

continua meravigliosa, per sempre...

E tu, padre, vivi!

 

 

 

 

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