Federico Giappichelli  

 

 

 

 I GIORNI LONTANI  

 

 

frammenti...

liriche

immagini

Mercatale, 1947

Nei giorni lontani,

oscuri,

di nebbie pesanti,

udivo, ampio

il vibrare di un canto

 

Et quod temptabam scribere

versus erat

Ovidio.

 

Presentazione

 

Ho riscoperto in un vecchio cassetto questi versi scritti negli anni lontani della mia prima giovinezza e da me quasi del tutto dimenticati.

Nel rileggerli sono rimasto profondamente commosso e, perché non se ne perdesse la memoria nella cerchia ristretta di qualche parente o di qualche amico carissimo, ho pensato di trascriverli nella presente raccolta, senza tuttavia dare ad essi una precisa sistemazione di ordine cronologico o di contenuto specifico.

 Vorrei precisare che questi versi sgorgarono come una polla di acqua sorgiva dal mio cuore sincero, innamorato della vita che, pure attraverso amarezze e sconforti, è sempre MERAVIGLIOSA e degna di essere vissuta.

 Terontola, 19-8–1995          

 

INDICE DELLE POESIE

1 La vita

2 Domani

3 All'alba ...

4 Insonnia

5 Perle

6 Solo

7 Come la sferza

8 Ho vinto !

9 Dall'argine, solo

10 Restare in attesa

11 Attendo Qualcuno

12 Il dono

13 Il nido

14  Sogno

15 Sogno è questo ...

16 Fuga di candide nubi ...

17 Io t’ho cercato ...

18 Perché quel saluto

19 Rimango con te

20 Allora il cuore

21 L'ingrata

22 ... Ed ora ricerco

23 Il sole ardente

24 Espero

25 Notturno

26 Tra l'umido muschio

27 Non posso dormire

28 Stamani è salita la nebbia ...

29 Un canto di allodole ...

 

30 Desiderio

31 Stamani era luce ...

32 Rosso di sera

33 Festa

34 La dolce Poesia

35 Inverno

36 Incanto

37 Nel sole di neve

38 Il rovaio

39 La violetta

40 Primavera

41 E l'ora

42 Pasqua

43 Lo disse un poeta ...

44 ... un centro d'armonia

45 Pace

46 Nel chiaro mattino ...

47 Canzone primaverile

48 Giochi di luce nel bosco

49 Ho visto tra le spine

50 Speranza

51 La Terra dall'alto ...

52 Serenità

53 Colori di primavera

54 Offerta

55 Il sogno ricorrente

56 Ad Angelo

57 Sconforto

58 Sogno triste

 

 

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LA VITA

  

La vita è l'accordo di un'arpa

toccata da mano divina

 

La vita ha i colori splendenti

dell'iride tesa nel cielo.

 

 

Ma fragile è il tocco dell'arpa,

evanescente l'arco che si spegne

tra le nubi tempestose

orlate di candida spuma.


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DOMANI

 

“ombra di un sogno è l'uomo"

  Pindaro

 

All'alba assopito in un sonno leggero

qualcosa di grande, ricordo,

sognai:

azzurre lontane visioni,

confuse, di mare, di vette,

di cieli sereni.. di nubi.

E a me che chiedevo il mistero

di quelle visioni

nessuno rispose.

Lo chiesi al cuore che batte

e che vive,

all'anima assorta, stupita.

ai rossi tramonti lo chiesi,

ai tremuli cieli

di stelle.

E sempre ogni giorno il mistero rimane.

E sempre ogni sera,

soffusa di grandi silenzi,

mi dice:

DOMANI!

forse 1945


 

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Frammento

 

All'alba, affacciato sul mondo,

ho visto nel cielo sereno

la pace.

E il «nulla» che ho dentro

s’è vestito d'azzurro.

 

ottobre 1945

 

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 Frammento

  

Insonnia

 

...

Ho contato stanotte ad una ad una

le gocce della pioggia; alla finestra

il lamento, nel buio, delle imposte

riscopriva fantasmi evanescenti.

Nel tumulto del cuore

ho atteso, invano,

la carezza del sonno

che ristora.

 

 

Mercatale 1945

 

 

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Frammento

 

 

Perle

 

 

Durante la notte insonne

promisi a me stesso di lavarmi

in chiarissimo rivo al mattino ...

 

All'alba purissime perle conobbi

di brina su tremuli steli...

 

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SOLO

 

In preparazione

degli esami di

abilitazione magistrale

1945

 

Solo!  Solo nel turbine

gelido che spezza le fronde

verdi della speranza.

 

Solo nell'urlo del vento

che batte il deserto dell'anima;

coi denti serrati a una lotta

immane, ma bella,

AVANTI! gridando, corro

per ricercar l'avvenire.

 

Come una goccia che cade sul sasso,

così la mia lacrima cade:

io solo ne odo il tonfo sonante,

io solo vi vedo il riflesso del sole,

io solo conosco il mio pianto.

 

Talvolta, improvviso, il terrore

della sconfitta umiliante

m’assale !

Allora più forte grido

e rimiro la vetta invitante.

AVANTI sempre !

 

Se solo, se dura la lotta,

più bella VITTORIA

se SOLO


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Frammento

 

 

Come la sferza del vento

strappa al pioppo le foglie,

le troppe parole del giorno

hanno strappato al mio cuore

i suoi canti ...

 

 

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HO VINTO !

 

 

Nel giorno della

mia abilitazione magistrale

a Castiglion Fiorentino

1945

 

E vano ripiangere adesso

i deserti,

i sanguinosi sconforti

di quando era cruda l'attesa

ed infinito il silenzio.

 

Oggi c'è tutto l'azzurro del cielo

nel piccolo boccio dell'anima.

 

Ho vinto ! Il cielo sperato ho raggiunto

 

 

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Frammento

 

Dall'argine, solo, in silenzio,

fisso lo sguardo sull'onda

che limpida scorre tra i sassi,

ed odo la voce dell'acqua

che va senza sosta al suo fine,

cantando.

 

Ed io dove vado ?

Mistero

 

 

Sull'argine del fiume (Niccone)

marzo 1946

 

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Frammento

 

Restare in attesa, nel buio,

sotto la sferza del sole

aspettare !

Nel gelo e nella neve,

sempre aspettare

QUALCUNO!

 

Alfine vedrò luminoso il suo volto,

udrò il suo passo leggero.

Poi con LUI, per sempre,

camminerò nella vita.

 

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Attendo Qualcuno

Attendi il Signore in silenzio...

Salmo 37 - 7

 

Attendo Qualcuno

che cambi l'amaro dei miei sconforti

in dolce miele ...

 

Qualcuno

che ascolti e consoli

le delusioni e i discorsi

che mi ferirono il cuore.

 

Qualcuno

che gridi il suo sdegno

al mio orgoglio vile.

 

Qualcuno

che mi percuota

e mi stordisca

con il suo dardo d'amore

 

Qualcuno

che accenda in dorati tramonti

le mie notti tempestose.


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Il dono

 

Iddio un dono mi ha fatto

più grande del mare e del cielo infinito

partecipe ha fatto me, uomo,

del dono del SOLE

 

Io vivo

L'immensa bellezza dei mondi in me

come festa canta di luce !

 

E sento che è bella, se pura, la vita,

bella come un incanto di fiori.

 

Mercatale, 1946

 

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Il nido

 

C’è sul mio tetto un nido di passeri

sotto il recondito asilo d'un coppo,

che canta al mattino

nell'aria d'opale e di rosa.

 

La verde campagna

ha dinanzi

e intorno la valle serena e i suoi canti.

 

E’ certo felice quel nido

all'incontro

dei monti color d'ametista,

del cielo turchino,

del sole,

dei canti.

 

Tale è il mio nido

nel sogno che anelo.

 

 

Mercatale, 16 - 5 - 1946

 

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Sogno

  

Stanotte ho sognato una terra di pace:

un prato e una casa piccina

tra il verde smeraldo...

Intorno una festa di mandorli in fiore

e immense montagne lontane

ancor biancheggianti di neve.

Tornavo, cantando,

non so da qual mondo,

al mio nido.

Sull'uscio una bionda fanciulla,

ridente,

pareva una dolce madonna.

Poi tutto è svanito nel nulla.

Stamani

ho gli occhi pieni di pianto

Perché se una piccola casa

sperduta in un prato fiorito

e un dolce sorriso mi danno

la gioia di vivere, piango ?

Ma quello non era che un sogno,

stamani è la vita !

 

Mercatale, 8 - 9 - 1946


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Frammento

 

Sogno è questo che appena

dolcemente m'appare:

 

A sera prendere sulle ginocchia

il tuo bambino che ascolta

estatico

la favola del lupo ...

E tu rivivere in lui

le primizie della vita che sanno

di fresca sorgente che zampilla.

gennaio 1947

 


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Frammento

 

Fuga di candide nubi nel cielo,

frammenti di sogni !

Mentre il meriggio estivo riverbera

sui muri infuocati

gli occhi si chiudono al sonno,

 

agosto 1946

 

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Io t’ho cercato con ansia...

 

 

Io t’ho cercato con ansia

nell'oscuro tumulto dei pensieri ...

a un tratto

mi risuonò dolcissimo il tuo nome

 

M’apparve allora il tuo volto

e i biondi capelli fluenti,

ma nei tuoi occhi vidi

la triste aridità del deserto.

 

forse 1946

 

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Perché quel saluto tra la folla ?

  

Perché quel saluto tra la folla ?

E’ tardi, stamani non hanno

ali le tue parole !

 

Bello il tuo viso che quasi

scordare non posso,

profondo mistero è il tuo cuore

come la notte oscura.

 

Io odo ora dall'alto

lontana da me la tua voce

che lentamente si disperde

nel clamore della folla senza nome.

 

giugno 1946

 

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Rimango con te nel silenzio...

 

 

Rimango con te nel silenzio

di questa stanza, piangendo, ...

e tornano nel ricordo

i sogni impossibili di allora.

 

Ho qui sul mio tavolo un mazzo

di azzurri fiordalisi che domani

saranno arido fieno.

 

Così tutto in me inaridisce:

e i sogni e il cuore e la vita,

nell'attesa, sempre più triste,

di un'alba luminosa che la notte

tiene per me prigioniero.

 

S. Andrea 16 giugno 1947

 

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Frammento

 

Allora il cuore batteva più forte,

tutte le ombre parevano luce,

e tutti i gridi parevano canti

 

... ma un attimo solo,

poi nulla !

 

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L’ingrata

 

A te nei radiosi bagliori,

che a volte consolano il nostro cammino,

col cuore ricolmo di canti

pensai.

 

Chiamando il tuo nome,

a sera, le stanche pupille chiudevo.

E come cristalli di neve

che specchiano i raggi del sole

t'offersi purissimi doni.

 

Ma tu calpestasti le belle speranze

e i candidi doni

spezzasti.

 

Adesso non ombra d'amore

rimane.

 

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Frammento

  

...Ed ora ricerco l'attimo bianco

della tua voce senza eco

ma tutto, adesso, è rimpianto          ...

  

febbraio 1946

 

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Frammento

  

Il sole ardente

e l'ansia della strada

in salita

mi richiamò,

improvvisa,

la gioia della sera

...

e il sonno che ristora

ogni dolore.

 

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Espero

 

O limpida stella del vespro

tu porti con l'ombre l'amica

dolcissima pace che anelo !

 

(E’ vero che all'anima basta

un poco di cielo !)

 

Ti attesi tra la gente chiassosa,

nel giorno, tra il frastuono della via,

ed ora la tua pallida luce

mi dona il riposo che consola.

 

E intanto, assorto, torno al mio passato,

ai suoi silenzi fatti di paura,

ma con te, dolce stella della sera,

ogni lacrima è pura.

 

Mercatale, 1946

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Notturno - pace

 

E’ questo il momento più bello !

La notte è sovrana ed odo

non altro che il vento stormire

sommesso tra i rami.

 

Contemplo la volta stellata

dell'infinito Universo e ascolto,

nel profondo dell'anima stupita,

la voce potente del MISTERO.

 

Io, misero e grande, odo

la voce di Dio nella notte.

 

Mercatale, 15 agosto 1946

  

Il cielo stellato sopra di noi,

 L'ordine morale dentro di noi ...

Kant

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Frammento

 

 

Tra l'umido muschio, stamani,

ho colto per te un mazzetto

di rosei ciclamini.

 

 

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Frammento

 

Non posso dormire

C'è l'onda del mare che rugge

dentro il mio cuore.

Non posso pensare all'ingrata

che ride sui sogni miei

dispersi !

  

...Amore come vento impetuoso

in alpe su querce

squassa il mio cuore.

 

Saffo

 

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Frammento

 

Stamani è salita la nebbia,

e, come un'onda bianca di luce,

 

ha spento sull'erba del prato

i vivi riflessi del sole.

 

Nuota in un mare ovattato

ogni voce, ogni canto,

 

poi.,

improvviso il silenzio

 

 

settembre 1946

 

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Frammento

 

Un canto di allodole, dolce,

si perde, alto, nel cielo;

biondi sui tralci sorridono

i turgidi grappoli d'oro.

...

 

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Desiderio

  

 

Desiderio d'un raggio di sole

nella mia strada gelata.

 

Desiderio d'un dolce sorriso

sulle lacrime della mia pena.

 

Desiderio d'un po 'di bontà

nell'abisso del mio dolore.

 

Ho pianto la grande illusione

riverso su tutti i miei sogni

infranti.

 

Ora rimiro questi frammenti,

dove ancora si specchia il cielo:

ne ho piene le mani

imploranti

 

E quando la sera discende,

e gelerà le mie mani,

cadranno tutti i miei doni

che offersi candidi.

 


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Frammento

  

Stamani era luce di cielo

in me...  stasera

 

... non sono che notte.

La notte stellata è un incanto,

ma in me non è stella che brilli.

 

 

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Rosso di sera

 

 

L’ora attendevo ogni giorno

del tranquillo riposo e spesso,

scivolando colla mia barca,

spinta da candide vele,

sul mare dei sogni

cantavo.

 

Ero contento se il sole

mi sorrideva al mattino;

contento se il rosso tramonto

le mie speranze accendeva.

 

- Rosso di sera,

buon tempo si spera -

 

Ma quando spuntava il domani,

tra fosche nubi tempestose,

scoprivo l'inganno crudele

delle infondate speranze

nel guizzare del lampo,

nel rimbombo del tuono.

 

Mercatale, 1946

 

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Festa

  

Tra stelle filanti e languore di danza

bevvi l'essenza azzurra

della giovinezza radiosa.

 

Musica dolce, rapita

a chi sa quale concento d'amore,

pareva che eterna restasse

in accordo con il mio cuore.

 

Ma quando la festa si dissolse

nel buio della notte profonda

soltanto un'eco struggente di quei suoni

nel tumulto dell'anima rimase.

 

Nel carnevale

del 1947

 

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La dolce poesia

 

Quando il mattino si veste di rosa

anch'io, tra gli altri viandanti,

mi rimetto in cammino.

 

E vado tra i fiori e tra i sassi,

nel sole e nel vento.

distratto, confuso, ma a sera

rimango, presente, in attesa.

 

Ed Ella, la dolce Poesia,

arriva come la musica

di un organo senza voce

nel chiuso silenzio del mio cuore.

 

Mercatale, 1947

 

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Frammento

 

Inverno

 

Stasera è freddo, nuova neve scende

mentre lontano suona una campana;

s'affrettano passanti, silenziosi,

poi tutto tace ne notte nera ...

 

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INCANTO

 

Stamani, presto, al risveglio,

l'incanto della neve !

Ed ora, anch'io,

son tutto candore.

Rivedo del verde agrifoglio

i rossi globi ... e il presepio

d'argilla, plasmato

con le mie mani di bimbo,

ed odo un canto lontano

di pastorale soave.

Mentre discende silente,

ricerca il mio sguardo la neve

e intanto mi annullo nel candore

dell' innocenza perduta.

 

 

Mercatale, 12 gennaio 1947

 

 

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Nel sole di neve

 

La vecchia ravvolta nel logoro scialle

è scesa stamani nel sole,

nel sole di neve.

Qui lungo la casa, vicino alla porta,

il sole ha disciolto la neve

e batte, insistente,

la nera facciata.

La vecchia si siede sul sasso

e guarda, davanti,

la bianca distesa.

Col duro bastone nodoso

per terra disegna qualcosa ...

disegna, s'arresta,

riprende a segnare, pensosa:

(Risente cantare il telaio ...

e lui che la fece regina

del piccolo regno rivede.)

Esclama ad un tratto smarrita:

«Il sole di neve fa male !»

E tutta tremante ripassa la soglia,

dispare.

S. Andrea, gennaio 1947

 

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Il rovaio

 

Vano aspettar le mammole sul greto

e il rifiorir del mandorlo sui colli,

 

ché venne improvviso il rovaio

mentre già rosea appariva

la dolce primavera.

 

Il cielo si chiuse al gelido soffio

del vento di neve,

il mandorlo invano implorò

coi teneri bocci impazienti.

 

Scese una candida nube di fiocchi

e ricoprì la valle stupefatta.

 

All'alba risuonò improvviso,

correndo nell'azzurro rinnovato,

un inno di campane ... e la neve

al sole marzolino si disciolse.

 

Mercatale 1947

 

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La violetta

 

O delicata violetta

quando ti colsi olezzante,

ieri sul greto, sfidavi

la proterva carezza

del vento gelido di marzo.

 

Ti posi distratto, viva,

tra le cose senza vita

sul tavolo del mio lavoro.

 

(Gli scolaretti chiassosi

riempivan di luce

la grigia cucina;

riempivan di luce

la mia giovinezza serena.)

 

Stamani t’ho vista appassita,

o delicata violetta,

e, senza chiederti scusa, ti ho messa

tra le pagine mute di un libro.

 

Nella mia scuola (una vecchia cucina)

S. Andrea di Sorbello, marzo 1947

 

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Primavera

 

Quando una mano di rosa distende nel cielo

un bianco bucato di nubi,

di candidi petali il vento

riporta una pioggia soave.

Quando al tepore del sole

ascendon le nevi le vette più eccelse,

sorridon sul greto del fosso

le timide viole.

Il bosco allora diventa

un'anima canora

di richiami e un sogno

di luci ed ombre.

Tu «senti» sbocciare le gemme dei fiori

e tutto il mistero del dolce risveglio

t'incanta.

Quando una mano di rosa distende nel cielo

un bianco bucato di nubi,

estatico guardi la rondine

che torna al suo nido, cantando.

 

 

1947

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E’ l’ora !

 

Desiderio

di

primavera

...e di amore

 

E’ l'ora, non odi ?

 

Hanno cantato le rane,

in coro, stasera

 

Hai visto nell'orto

il pesco fiorito

contro l'azzurro del cielo

e fosti ad un tratto

smarrito.

 

Forse c'è sempre l'ansia del gelo

che incombe su te

come un inverno triste.

 

Ma questa è l'ora soave;

stasera,

hanno cantato in coro le rane.

 

Mercatale, 25 - 3 - 1947

 

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Frammento

 

 

Pasqua

 

Cantarono al Risorto le campane;

venne improvviso un brivido nell'orto

e tutto rivesti di meraviglia.

 

Nella Pasqua 1949

 

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Frammento

 

Lo disse un poeta latino:

 

« Felix qui potuit rerum

cognoscere causas ...» 1)

 

Anch'io conoscere vorrei

sempre nuovi orizzonti senza fine.

 

Ma l'ombra del mio nulla

mi rattrista,

ed ogni giorno ha la sua stanca sera.

 

Mercatale 1947

 

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1) Virgilio Georgiche 490 - 91


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...un centro d’armonia

 

 Rompendo gl'indugi che chiudono

gli slanci più belli in sonnolenza

ho fatto del mio cuore pensoso

un centro d'armonia.

 

Negli occhi assetati d'azzurro

sprazzi di luci ho raccolto

e petali di fiori variopinti.

 

Ho ascoltato la voce delle stelle

nel buio della notte profonda

e quella della luna piena

che naviga tra le nuvole chiare.

 

Rompendo gl'indugi che chiudono

gli slanci più belli in sonnolenza

ho fatto del mio cuore pensoso

un centro d'armonia.

 

 

maggio, 1947

 

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Pace

 

Fu un'arpa vibrante il mio giorno,

soavità di azzurre melodie;

incanto d'oro il tramonto,

la notte meraviglia di stelle.

 

Posso stanotte sperare il riposo

ed aspettar la dolcezza del sonno.

 

 

Mercatale, 20 - 12 - 1947

 

 

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Frammento

 

Nel chiaro mattino di marzo,

leggero come un fanciullo,

lungo il viale dei tigli

vo incontro alla primavera.

 

Dardi di sole tra i rami

baciano le gemme impazienti,

canta una capinera

sul mandorlo in fiore.

 

Ed ecco una primula ... tante

aprono gli occhi stupiti

tra bianche chiazze di brina

...

Lungo il viale di Sorbello

con i miei alunni

marzo, 1948

 

 

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Canzone primaverile 1)

 

Gli alberi del viale

hanno aperto le turgide gemme

e un volo di rondini

riempie di gioia la piazzetta.

Che avete da chiedermi, bimbi, stamani ?

Perché mi prendete per mano ?

 

E’ giunta la dolce primavera,

aprite le vostre corolle alla vita

 

 

S. Andrea di Sorbello - aprile 1948

 

 

 

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1) Vedi Federico Garcia Lorca «Canción primaveral»

 

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Frammento

 

Giochi di luce nel bosco

 

 

 

Tiepido il sole irradiava giocondo

fra i tronchi il fogliame d'argento,

le perle e i fili d'oro sul prato.

 

 

Mercatale 1948

 

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Frammento

 

 

Maggio 1948

 

Ho visto tra le spine della siepe

delicati boccioli di rose ...

e voli di farfalle variopinte

sulle «manine» 1) aperte

del caprifoglio tormentato

nell'abbraccio dei rovi.

 

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1) Le «manine» della Madonna sono nel dialetto della Valdipierle i fiori del caprifoglio, pianta rampicante, comune nelle siepi e nei boschi.

 

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Speranza

  

Come il ramo del pesco a primavera

fiorire vorrei, d'un rosa soave,

e nelle mie pupille

tutto l'azzurro del cielo

vorrei !

 

Per vivere la dolce stagione

in estasi di meraviglia.

Per non udire più la tua voce,

cuore, che è sempre triste di pianto

per ferite profonde, sanguinose.

Per non sentire più il brivido

del silenzio triste che annienta.

Perché si faccia luce nel buio

che incauta mano

tese sul mio cammino.

 

E per sorridere sempre, senz'ombre,

in quell'incanto divino.

 

Pietraia 16 - 1 - 1949

 

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Frammento

 

La Terra dall'alto

è un mare di luce

 

 

Ho visto inondata di rosso

la terra del fior del trifoglio

G. Pascoli

 


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Serenità

 

Le foglie dei salici, dolcissime,

danzano sui rami rinnovati

alla carezza tiepida del vento.

 

Lungo la riva del fosso

s'affaccia l'azzurra pervinca

frammento di cielo, sogno

di arcane bellezze

che ridono nel mio cuore.

 

E’ giunta la bella stagione

che tutto ha cosparso di fiori e di canti

garrisce al mattino la rondine lieta,

e tutta una festa di fuoco al meriggio

è il campo di trifoglio tra gli olivi.

Canta alle stelle l'usignolo a sera

tra le forre del bosco ... e mi commuove.

 

Pietraia, 30 - 4 - 1949

 

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COLORI di primavera

  

La grande luce di maggio

m’è apparsa nel verde nuovo.

Ho visto sulle balze assolate

i rosolacci sfolgoranti

e in mezzo al mare del grano

i fiordalisi celesti.

Ho contemplato, stupito,

bianche corolle nel prato

e gialle calendule a ciocche

lungo la via solitaria.

 

E, sopra,

l'incanto del cielo sereno

il mondo inondava di luce !

 

Pietraia, maggio 1949

 

 

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Offerta

 

Lungo la breve via della vita

a tutti dare vorrei

candidi doni, innocente bellezza,

estatica meraviglia di bimbi.

 

A tutti un lembo d'azzurro e una fiaccola

accesa ad un raggio di sole.

 

Ai bimbi indicare un sentiero lucente

tra i fiori d'un mondo sereno.

 

Ripetere sempre vorrei:

- Se l'anima è stanca,

ricorda,

un pesco è fiorito nel sole.

 

Nella mia scuola

di Pietraia

maggio, 1949

 

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Frammento

 

Il sogno ricorrente

 

Mi ritrovai nel sonno, senza peso,

a passeggiar per lande sconfinate

tra bianche margherite scintillanti.

 

 

Pietraia, maggio 1949

 

 

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Ad Angelo

 

 

Scendendo in bicicletta,

verso Tuoro,

nella primavera del 1945

 

(Angiolo era morto tragicamente,

a soli 32 anni, il 9 luglio 1944).

 

Dall'alto, in muta solitudine,

osservo orizzonti infiniti

e la luminosa immagine

del lago a te caro,

e mandorli in fiore sciorinati,

come un candido bucato,

al sole di marzo.

 

Ma questa visione dolcissima

nel cupo smarrimento

mi trascina !

 

Tu, Angiolo, non vedi,

non vivi più l'incanto

della primavera lucente

 

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Sconforto

 

Ho atteso, chiuso in silenzio,

con il mio cuore triste e smarrito

un raggio ho atteso, ma invano,

di luce.

 

Silenzio ! La porta dell'anima

è chiusa !

 

Prostrato sul mondo infinito

stasera ho paura

 

 

Mercatale, agosto 1945

 

Guardando una fotografia

del fratello Angelo

alla distanza di un anno

dalla sua morte.

 

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Sogno triste - Angelo

 

« Lasciate ch'io torni stasera

da un mondo lontano, lontano.

Lasciate ch'io stanco riposi

tra voi.

 

O mamma, un attimo aspetta,

asciuga le tue lacrime ...

non piangere, mamma, ti prego. »

 

Nel volto diafano, stanco,

quegli occhi colore del cielo

cercavano i figli, la sposa,

il padre, i fratelli ...

 

... Ed egli si mise a parlare

sommesso di spazi lontani,

sereni.

 

Marcello con gli occhi sgranati,

seguiva il racconto del padre,

Romano ascoltava, silente.

 

...E tutti il suo sguardo cercava

dolente.

 

Mercatale, 1946

 

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