Il concerto

 

 

Quando al mattino guardai la luce,

subito sentii che non ero

uno straniero in questo mondo,

...

Tagore: Gitanjali, XCV.

 

INDICE

Preludio 

Il concerto

La barca

La vita 

Oggi son pieno di luce 

Come limpida polla 

Mattino

La memoria 

Incanto

Le mie radici

Il deserto

La clessidra - L’assenzio 

Io cerco

Nel limpido orizzonte 

L’amico 

Senza calzari andavo 

Il sonno

La deserta via 

Comes facundus... 

Il mio ruscello - Il biancospino 

La sassifraga 

Il trovatore 

Elegia

Primavera 

Il melo  -  I mughetti 

Voglio restare solo tra le stelle... 

Attesa

Il prisma

Serenita’

Meditazione 

Il miosotis 

La giostra

Gemon le tortorelle fuggitive

Ed io contemplo un mondo sconosciuto

Offerta

Quando nel limpido maggio

Io voglio saziarmi di luce

I pelargoni

Ride il bel mondo

E’ infuocato l’occaso 

Sera di estate

Nostalgia dell’autunno 

Sera di San Martino

Davanti al ceppo

E l’eco risuonava di silenzio

La notte 

Esortazione 

Sera d’inverno

Ruit hora 

Crepuscolo 

Nostalgia 

La pervinca 

Mentre la sera scende silenziosa 

Spes 

Con l’ombre della sera 

Quando la casa mia sarà deserta

 

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PRELUDIO

 

Nelle mie liriche è ricorrente l’immagine della vita, intesa come cammino-viaggio in compagnia della poesia consolatrice.

In questo cammino incontro deserti infuocati e gelide steppe, folle vocianti e mute, freschi ruscelli, mari calmi e burrascosi, cieli sereni e tempeste, arcobaleni fulgenti, candide distese di neve... e prati cosparsi di fiori.

Nel trepidante “viaggio” ascolto il “concerto” melodioso della vita fatto di suoni, di voci, di canti, di note alte e profonde, di accordi sublimi, di gemiti, di pause e di silenzi.

Salgo nel sogno eccelse vette immerse in candide nubi e precipito in abissi oscuri dove la solitudine grida senza voce.

E sempre la POESIA mi è vicino !

 

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