L’educazione infantile a Terontola

La Scuola Materna

MARIA IMMACOLATA

1957-1997

40 ANNI DI ATTIVITÀ

Maria Silvia Corbelli

 

INTRODUZIONE

 Il lavoro da me svolto in queste poche pagine, con molta modestia e con il mio piccolissimo o forse inesistente bagaglio di esperienza, intende essere una “mini” ricerca storica, dalle origini ad oggi, sulla Scuola Materna “MARIA IMMACOLATA” di TERONTOLA.

Innanzi tutto va' un ringraziamento al Parroco di Terontola, Monsignor Dario ALUNNO ed a Suor Grazia COPPARONI, insegnate della Scuola Materna, per aver messo a mia disposizione il materiale su cui ho potuto lavorare.

Le notizie ed i dati reperiti provengono tutti da articoli di giornali, lettere di corrispondenza ed interviste alle persone sopracitate.

Nello svolgere questo lavoro, mi sono appellata alle arti della “EURISTICA” e della “ERMENEUTICA” che sono indispensabili a chi si accinge a ricostruire storicamente.

L'Euristica può essere definita “ars inveniendi”, cioè la capacità di cercare materiale, interrogare le persone e rendere note le cose ignote.

L'Ermeneutica, definita “grammatica della storia”, significa capire, riflettere e penetrare nel significato dei documenti che sono a nostra disposizione.

Ordinando il materiale ho usato il criterio “Genetico-Evolutivo”, cioè ho iniziato a ricostruire la storia dal documento più antico e proseguendo così fino ad arrivare al più recente.

Altro criterio da me adottato è quello “Sintetico Critico”, per cui dopo aver analizzato tutti i documenti, ho operato una sintesi.

Questa mia ricerca si articola in quattro parti: la prima riguarda la storia della costruzione della Scuola Materna “Maria Immacolata”, con tutte le difficoltà incontrate nel percorso e gli sforzi attuati per raggiungere questo scopo.

La seconda parte è a carattere pedagogico, dedotta da un'intervista ad una suora insegnate che tutt’oggi opera nella Scuola Materna e da articoli di giornali che parlano delle attività didattiche svolte (per lo più recite).

La terza parte contiene una piccola statistica, fatta con elenchi reperiti, sulla frequenza dei bambini negli anni alla Scuola Materna Maria Immacolata.

La quarta parte tratta la “difficile affermazione nel tempo” della Scuola Materna “Maria Immacolata”, che rischiò una forzata chiusura per motivi ideologici, burocratici ed economici.

Maria Corbelli


 

LA COSTRUZIONE

 Negli anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale, sorsero in tutta Italia diverse Scuole Materne, chiamate “Asili” dalla tradizione Aportiana, rette e gestite in genere da personale Religioso.

Anche a Terontola, piccola frazione del Comune di Cortona, vicinissima all'Umbria, all'inizio degli anni ‘5O, su iniziativa dell'allora Cappellano Don Dario ALUNNO, del Pievano Don Pietro NUNZI e di altri parrocchiani, si pensò di erigere un “giardino d'infanzia”, per rispondere alla crescente esigenza di Educazione dei sempre più numerosi fanciulli ([1]).

Nell'Autunno del 1954 il Cappellano Don Dario Alunno, il Maestro Leone PIPPARELLI e l’Ingegnere progettista Andrea BIANCHINI fecero un sopralluogo su di un campo sito a lato della Pievania per stabilire se sarebbe stato o meno il posto adatto per la costruzione di un giardino d'infanzia. Forse era un segno della Provvidenza che su quelle zolle germogliassero delle rigogliose “rape”, il cui nome viene spesso ironizzato per indicare persone inette o ineducate.

Queste tre persone si dissero che “il loro intento era quello di trasformare quel campo di rape in una fucina di Educazione, di Intelletto e di Fede civile e religiosa” ([2]) .

Da questo momento in poi si mise in moto il meccanismo per la costruzione dell'attuale Scuola Materna “Maria Immacolata” di Terontola.

Il giorno 12 Settembre 1954 fu indetta la prima riunione con un invito esteso a tutti gli strati della popolazione.

In quell’occasione nessuna sala del posto sarebbe stata capace di contenere gli intervenuti, che pertanto si riunirono nella Chiesa.

La popolazione si dimostrò subito entusiasta, tanto che si formò un Comitato Promotore, di cui facevano parte una trentina di persone, appartenenti a tutte le categorie di cittadini delle Frazioni di Terontola e Riccio.

Il 19 Settembre 1954 si formò il Comitato Esecutivo , il cui presidente era il Cav. Don Pietro NUNZI, Pievano di Terontola, vice Presidente il Colonnello MONTAGNONI ed il maestro Leone PIPPARELLI, Segretario il Maestro Federico GIAPPICHELLI, Consiglieri: GALEAZZI Dott. Enzo, GIOVANNINI Dott. Igino, MEZZETTI Adolfo, POCCETTI Gaetano, PANOZZI Angiolo, MANCIANTI Faliero, LOVARI Giuseppe, MARCHETTI Gino, FEDELI Adamo, BARCIULLI Nello, MUCELLI Remo, LIPPARINI Ernesto, DONATI Armando, TREQUATTRINI Gino, CORTONESI Vasco, BUTINI Aldo, VALERI Azelio e il Cappellano ALUNNO Don Dario ([3]) .

Il 25 Settembre 1954 si ebbe anche un comitato femminile affiancatore.

Purtroppo, nei primi incontri, affiorò una questione che divise un po' i rappresentanti di Terontola e di Riccio: l'ubicazione del fabbricato, che questi ultimi avrebbero voluto, comprensibilmente, più vicino alla loro Parrocchia.

Ma l’offerta del terreno fatta dalla Parrocchia di Terontola sembrò la soluzione più adatta.

Il 15 Ottobre 1954 comparve un articolo nel giornale “LA NAZIONE”, in cui il corrispondente si chiedeva se a Terontola sarebbe sorto “il Giardino d’Infanzia”, poiché tutto sembrava pronto per decollare.

Secondo il cronista era necessaria la compattezza, la comprensione, la generosità di tutta la popolazione di Terontola e di Riccio ([4]).

Comprensione e generosità non tardarono a venire: tutta la popolazione di Terontola, Riccio e delle zone limitrofe, fece delle offerte, piccole o grandi secondo le disponibilità economiche di ogni famiglia.

Mandarono il loro contributo anche paesani allontanatisi da Terontola per motivi di lavoro, ma che avevano a cuore lo sviluppo del paese natio.

E’ questo il caso del Rag. Ugo BENNATI, nativo di Terontola Alta ma residente a Genova, che l’11 Novembre 1954 inviò una lettera al Presidente del Comitato esecutivo Don Pietro NUNZI.

Il BENNATI affermava che anche se lui non aveva figli, ed i suoi nipoti erano tutti grandi da non poter frequentare il “Giardino d’Infanzia”, si sarebbe messo d'accordo con i propri fratelli per far pervenire una offerta cumulativa, intorno alle 40.000/50.000 Lire, poiché “l'amore verso il proprio paese è come l'affetto verso la propria famiglia” ([5]).

Finalmente fu completato l'iter burocratico: l'Ing. BIANCHINI offrì il progetto dell'Edificio, la cui costruzione fu affidata alla Ditta ANTOLINI-BECCIOLOTTI di San Fatucchio (PG) ([6]).

Il 27 Dicembre 1954 (giorno di S. Giovanni Evangelista, Protettore di Terontola) fu il giorno della posa della “prima pietra”, ad opera del Pievano Don Pietro Nunzi, affiancato dal giovane Cappellano Don Dario: fu questo l'inizio materiale di un'opera desiderata e voluta da tutta la popolazione.

Naturalmente ci fu uno slancio iniziale, poi un certo raffreddamento, ma non mancarono tanti casi commoventi: vecchietti con la pensione minima che mandarono le loro offerte anche da lontano, con il semplice desiderio che questa opera fosse compiuta.

Nel Febbraio 1955 terminò la costruzione dei muri perimetrali fino al solaio, ma l'impresa rimane ardua, era necessario raccogliere ancora tanti fondi, così al comitato venne l'idea di allestire una Fiera di Beneficenza “pro Asilo di Infanzia” ([7]).

La prima Fiera fu allestita nel Marzo 1955 nel garage di un palazzo di proprietà del Sig. GAZZINI, sito lungo la S.S. 71. Con questa manifestazione si superarono le più rosee previsioni economiche degli organizzatori, ed intanto continuarono a pervenire altre offerte “pro Asilo” da vari Benefattori di cui i più magnanimi offrirono dalle 5.000 alle 10.000 Lire, cifre abbastanza sostenute per i tempi che correvano.

Visto il successo della prima Fiera di Beneficenza, si pensò nell'Agosto dello stesso anno 1955, di allestirne un'altra con grossi premi in palio, come un apparecchio televisore, una radio, fornelli a gas, mobiletti, oggetti artistici, giocattoli, ecc. ([8]).

Tra le varie offerte figura anche la bella somma di 500.000 Lire che il Pontefice Pio XII volle inviare per “la felicità dei bimbi di Terontola” e quella di una piccola bambina, nata nel 1948, Gladiola PIPPARELLI che nel 1956 aveva solo otto anni, ed essendosi classificata Prima nella gara di Cultura Religiosa in preparazione al Congresso Eucaristico Diocesano del 1956, ricevette la somma di 3.000 Lire in premio, che subito offrì a Don Pietro e Don Dario per la costruzione dell'asilo d'infanzia.

Nel 1956 ci fu un momento di pausa e sorsero anche i primi pensieri per il Comitato.

Durante le Feste Natalizie fu organizzata una Tombola “pro Asilo” nel piazzale della Stazione di Terontola, con cartelle in vendita a 50 Lire l'una e premi in palio come un pallone, una bambola, una bicicletta da bambini, ... ([9]).

Purtroppo le scadenze incalzavano, le casse finanziarie erano all’asciutto e tra la gente calò un po’ di sfiducia, per cui il Comitato Esecutivo con una lettera datata 13 Marzo 1957 “a tutti i Capo Famiglia di Terontola e Riccio” intendeva risvegliare l'entusiasmo che si era placato.

Il Comitato affermava di “aver preso il solenne impegno di costruire questo nido, costi quel che costi, in modo che entro Tre o Quattro mesi al massimo una parte dell'Edificio, già eretto con tanti sacrifici, poteva essere decorosamente sistemato per accogliere la gioia innocente di tanti fanciulli che attendevano ansiosi.

Per raggiungere questo immediato traguardo erano necessarie circa 800.000 Lire. Non era poco, ma sarebbe bastato che a Terontola, composta di circa 350 famiglie, ogni famiglia avesse detratto, ogni giorno e per un anno dal proprio bilancio familiare una moneta da. 10 lire: una sigaretta, una caramella,.... ([10]) .

Questo era l'accorato appello del Comitato per sensibilizzare l’opinione pubblica, offrendo un’alternativa: o abbandonare l’idea di continuare o affrontare con rinnovato slancio e con coraggio, spalleggiati dalla generosità dei benefattori, la fase che avrebbe permesso di portare a termine la costruzione.

Quest’ultima idea prevalse e verso la fine di Maggio del 1957 si sentì di nuovo il rumore dell'impastatrice elettrica e del viavai degli operai affaccendati per portare a termine l’ultima tappa del lavoro.

Dopo tanti sacrifici da parte di tutta la popolazione arrivò anche il giorno della grande soddisfazione di vedere parzialmente compiuta l'aspirazione di migliorare il futuro delle nuove generazioni.

Domenica l° Settembre 1957 fu inaugurato l’edificio della Scuola Materna di Terontola con imponenti manifestazioni civili e Religiose, iniziate già dal Sabato sera con una caratteristica illuminazione dell'edificio stesso ([11]).

Gioiosi falò furono accesi nei pressi di tutti i casolari di campagna e nelle pendici delle colline circostanti, inoltre razzi luminosi solcarono il cielo di Terontola. La Domenica fu impegnata dai un intenso programma religioso, con la celebrazione di una Messa solenne accompagnata dalla “Schola Cantorum” di Pietraia sotto la direzione di Don Igino Fucini.

Nel pomeriggio Monsignor FRANCIOLINI; Vescovo di Cortona, impartì la Cresima a molti bambini della Parrocchia. Al termine di questa funzione religiosa, si formò una devota processione, che dalla Chiesa trasportò la statua della Madonna Immacolata, donata dalla famiglia Storchi, dinanzi all'edificio della Scuola Materna per essere poi collocata all'interno.

In un apposito palco presero parte oltre a1 Vescovo Monsignor FRANCIOLINI e alle altre autorità religiose, il Preside dell'istituto Agrario A. Vegni di Capezzine, il Preside della scuola di Avviamento di Cortona, il Comandante della Sezione Carabinieri di Cortona, e quello della stazione di Terontola.

Il maestro Leone PIPPARELLI svolse una sintetica relazione su1l' opera del comitato “pro asilo”, dimostrando, attraverso le varie vicende, che la volontà, la fede e la concordia avevano superato qualsiasi previsione. Fu rivolto un appello anche agli organi competenti dello Stato perché fossero intervenuti per aiutare il compimento dell'opera ormai giunto a buon punto. Monsignor FRANCIOLINI prese la parola, elogiando lo sforzo della popolazione di Terontola e delle zone limitrofe, invitando a perseverare.

In questa occasione annunciò anche l'attesissima decisione di nominare pievano di Terontola Don Dario ALUNNO, data la scomparsa nell'anno precedente del compianto Don Pietro NUNZI ([12]).

Dopo il tradizionale taglio del nastro tricolore, che aprì l'ingresso alla Scuola Materna si aprì anche la prima “Mostra d'arte del dilettante”([13]). Alla mostra ordinata con molto gusto dallo ingegnere Renato BERNARDINI, parteciparono dilettanti di Cortona, Castiglion Fiorentino, Mercatale e di Terontola (la signora Marisa CHIODINI e Patrizio PIPPARELLi di soli nove anni).

A questo punto la maggior parte del lavoro era stata portata a termine. Al momento dell'inaugurazione rimaneva da completare il salone, ma ormai i bambini vi potevano essere accolti.

Il 3 maggio 1959 venne inaugurato anche il salone utilizzato per le recite dei bambini e le riunioni con i genitori.

Il giorno l° ottobre 1961, con il contributo determinante del Ministero del Lavoro, attraverso un apposito cantiere, si riuscì finalmente a completare l'opera.

L'edificio tutt’oggi è composto da due piani: quello inferiore dove ci sono le aule, la cucina, un salottino, i bagni e un salone; il piano superiore adibito ad alloggio per le Suore ed una piccola Cappella.


 

PROPOSTE PEDAGOGICHE

  

La Scuola Materna “Maria Immacolata” di Terontola è di matrice cattolica ed ha avuto fin dalla sua apertura, nel 1957 la presenza fissa di insegnanti e collaboratrici Suore, ma poi anche insegnanti e collaboratrici laiche dato l'elevato numero di bambini frequentanti.

Le Suore provenivano e provengono tutt’oggi dalla casa madre di Pergo, delle Suore del “Sacro Cuore” di Fiume.

Dal 1957 ad oggi hanno 1avorato molte persone per il buon funzionamento della Scuola Materna:

 

INSEGNANTI SUORE

Suor Leopolda                  in servizio dal   1957    al         1959

Suor Chiara                                                                     1959                1965

                                                                e dal     1979    al         1987

Suor Immacolata                                                  1959                1963

Suor Angela                                                                     1959                1960

Suor Giuliana                                                       1962                1964

Suor Marcella                                                      1962                1964

Suor Agnese                                                        1965                1967

Suor Elena                                                                       1971                1984

Suor Raffaella                                                      1972                1973

Suor Anna                                                           1973                1979

Suor Grazia                                                                     1963                1966

                                                                e dal     1968                1971

                                                                e dal     1984            ad oggi.

INSEGNANTI LAICHE

 

Meuzzi Lidia                     in servizio dal   1969    al         1971

Bernardini Adriana                                               1971                1975

Vanni Claudia                                                      1975                1982

Tacchini Oriana                                                    1982                1987

Melacci Antonella                                                1984                1985

Persiani Cristina                                                   1987                1990

Fiorentini Patrizia                                                  1990                1992

Gorelli Marta                                                       1990                1996

Trevisan Catia                                                      1992           ad oggi

Sadini Martina                                                      1996           ad oggi.

 

COLLABORATRICI SUORE

 

Suor Silvestra                   in servizio dal   1961    al         1963

Suor Salesia                                                                    1962                1963

Suor Antonia                                                        1962                1963

Suor Francesca                                                    1963                1965

Suor Ida                                                              1967                1970

Suor Rosaria                                                        1970                1972

                                                                e dal     1984           ad oggi

Suor Bernarda                                                     1972                1983

Suor Angela                                                                     1995           ad oggi.

 

COLLABORATRICI LAICHE

 

Marinello Fiorella              in servizio dal   1957    al         1959

Pipparelli Giovanna                                   nel        1957

Nasorri Margherita                                   dal       1994           ad oggi

 

PERSONALE DI SERVIZIO:

 

Rubechini Stella, Menicaglia Luigina, Mancioppi Onelia, Felici Vera.

 

AUTISTI PULMINO:

 

Chiodini Luciano, Presentini Gostinicchi Rosita, Carnevali Santino, Fierli Benito.

Dalla presenza di personale religioso possiamo ben capire gli indirizzi pedagogici della Scuola Materna “Maria Immacolata”.

Nell'atto di educare si deve avere un'idea di chi è l’Essere che viene educato: un individuo? un animale razionale?

Le Suore insegnanti della Scuola Materna “Maria Immacolata” rispondono che l'Essere da loro educato è una Persona e quindi una Creatura di Dio.

La Scuola Materna è un luogo di vita, dove al centro c'è il bambino, quindi un ambiente pervaso di educabilità dove si impara, ad apprendere.

La priorità che viene data al bambino proviene dal fatto che lo si considera nel suo statuto ontologico e quindi come misura della propria educazione.

Gli obiettivi che le insegnanti si propongono sono di sviluppare le capacità di base del bambino, come quella di saper comunicare con i coetanei e con gli adulti, saper ascoltare, vivere con gli altri in una comunità che ha certe regole e sapersi adeguare all'ambiente.

Naturalmente è necessario che l'insegnante sia attento ai bisogni del bambino e tenga presente la sua evoluzione psicologica. E' per questo che in questa scuola l'insegnante è chiamato ad esprimere tutto il suo sapere pedagogico senza incorrere negli errori tipici come il “pressappochismo”, “l’improvvisazione'' o “l'anticipazionismo”.

Il metodo usato è un'integrazione tra quello Montessoriano e quello Agaziano.

Dal metodo “Agazzi” è ripreso l'uso di contrassegni.

Ogni bambino viene indicato da un nome comune di cosa (fiore, foglia, farfalla, una figura geometrica...), un contrassegno che la raffigura viene posto su tutti gli oggetti appartenenti a quel bambino, come gli effetti personali, il grembiulino, il banco e così via.

I bambini si abituano ad associare il nome della cosa contrassegnata alla persona indicata dal contrassegno; si divertono ed imparano i nomi di molte cose.

Dalla Montessori è ripreso l'uso di suppellettili proporzionate alla statura media dei bambini e la abbondanza di materiale didattico.

Molta importanza viene data alle abitudini, particolarmente quelle dell'ordine e dell'igiene.

Il bambino disordinato non ha vero amore né per le cose né per le persone.

Inoltre il bambino deve sviluppare l'amor proprio inteso come della propria dignità personale, ed inserito in una comunità di coetanei abbandona il proprio egocentrismo ed acquista il piacere di stare insieme agli altri.

Per questo scopo vengono svolte attività in comune, come la costruzione del presepe o l'abbellimento delle stanze della scuola.

A seconda delle età viene attuato un tipo di programmazione.

Con i bambini di tre anni si inizia con la distinzione dei colori fondamentali, delle nozioni basilari di ciò che è vicino, lontano, sotto, sopra, dentro e fuori...

Con i bambini di quattro anni si continua sempre in questo senso, e si analizzano le forme, le varie sfumature dei colori e si impara a distinguere i vari suoni.

Il bambino di cinque anni deve aver acquisito le nozioni sopra elencate, essere pronto a conoscere, paragonare, confrontare ed essere in possesso di un vocabolario abbastanza ampio.

Raggiunti questi scopi il rendimento Scolastico nel primo ciclo, dal punto di vista dell'istruzione sarà elevato.

La Scuola Materna “Maria Immacolata” ha avuto sempre un'attenzione particolare verso le strutture scolastiche in cui il bambino si muove ed opera le sue prime esperienze.

All'interno ci sono aule spaziose dove tutto è a misura di bambino, piccole sedie, piccoli banchi e tanti giochi.

All'esterno la Scuola Materna è immersa nel verde degli alti e robusti pini e del tappeto d'erba dove sono collocate graziose statuette di terracotta raffiguranti Biancaneve e i sette nani, che danno alla costruzione racchiusa da una recinzione bianca un tocco di fiaba che affascina i bambini.

Ultimamente è stato portato a termine un lavoro ideato ed organizzato dai genitori dei bambini: una piccola casetta di legno costruita dietro l'edificio della Scuola Materna, che accende la fantasia dei piccoli e ne stimola, in senso didattico, il pensiero della casa e della famiglia.

La didattica attuata è attiva, partecipata e dialogata, che valorizza il gioco in tutte le attività poiché è un modo di essere proprio del bambino che si rapporta agli altri e alla realtà per conoscere ([14]).

Molta importanza è stata sempre data alla recitazione, in quanto manifestazione espressiva del bambino che si cala nella parte del personaggio da lui interpretato.

La prima recita risale al lontano 4 aprile 1958, gli anni della sofferenza, della forza d'animo ma anche della fede.

“I bambini frequentavano e sapevano anche recitare grazie alla bravura di Suor Leopolda, anima intelligente del giardino d'infanzia e delle collaboratrici Fiorella Marinello e Gianna Pipparelli che in pochi mesi erano riuscite a trasformare letteralmente i loro giovanissimi alunni” ([15]).

E' stato ritrovato il programma di intrattenimento per la recita del 3 maggio 1959, giorno dell'inaugurazione del salone, che ospitò anche una piccola compagnia di recitazione di ragazzi della Scuola Elementare.

Il programma del trattenimento prevedeva scenette, filastrocche, canti corali e l'esecuzione di pezzi musicali degli allievi della scuola di musica di Terontola ([16]).

In tutti gli anni della sua attività, la Scuola Materna “Maria Immacolata” alla vigilia delle ricorrenze di Natale, Pasqua e della chiusura dei battenti per il periodo festivo ha dato prova della sua efficienza, con lo svolgimento di piccoli spettacoli.

Oltre ai familiari dei bimbi ha sempre partecipato tanta gente ogni volta prodiga di applausi per la bravura degli attori in erba.

Si hanno notizie di una festa di fine d'anno organizzata il 4 luglio 1973 “con una platea affollata all'inverosimile di genitori e parenti non meno tesi dei loro piccoli, che si esibirono in scenette fresche e spontanee, balletti, giochi, piccole e grandi battute”.

Il tutto frutto di una seria e cosciente preparazione, di una competenza didattica per le quali la Scuola Materna di Terontola è stata sempre famosa.

I direttori didattici del terzo circolo hanno sempre elogiato questa istituzione ormai affermata come modello da imitare, per la serietà e l'impegno del corpo docente e per i risultati raggiunti ([17]).

Per affermare i principi cristiani che sorreggono questa Scuola Materna, negli anni in cui tutti i valori sembravano disgregarsi, è stata ideata la “Festa della Famiglia”.

E’ da specificare che le famiglie hanno sempre partecipato attivamente a tutte le iniziative della Scuola Materna, stabilendo un rapporto amichevole con le Suore insegnanti che nelle ore in cui i bambini gli sono affidati svolgono la funzione di “vice dei genitori”.

Questo a dimostrazione che la Scuola Materna si è inserita con la famiglia e la parrocchia nelle principali istituzioni educative del bambino.

La prima “Festa della Famiglia” è stata realizzata il 23 giugno 1985 a cui presero parte tutti i genitori dei bambini riunitisi per trascorrere insieme momenti di fraterna e lieta amicizia ([18]).

La tradizione di questa festa si è perpetuata anche negli anni successivi, alla seconda edizione il 15 giugno 1986, era presente anche il Rag. Mario BARONI presidente della F.I.S.M. (Federazione Italiana Scuole Materne Autonome), il quale “si rallegrò vivamente per la bella festa che onorava la Scuola Materna, i bambini, i loro genitori e le insegnanti ([19]).

Infatti i bambini interpretarono con spigliatezza e disinvoltura la scenetta “La casa della felicità”, che nel suo contenuto intendeva evidenziare l'importanza della famiglia nella vita e nell'educazione dei bambini.

In queste occasioni la Scuola Materna “Maria Immacolata” funge da “trade union” delle famiglie e delle popolazioni di Terontola, Riccio, Ossaia, Borghetto e Pietraia, zone in cui la Scuola Materna opera con spirito di servizio a vantaggio dei bambini che le vengono affidati.

Certamente per l'impegno, la pazienza, la cura verso i bambini e l'intensa attività pedagogica, va una nota di merito alle Suore educatrici, apprezzate e stimate da tutta la popolazione che per due generazioni ha iniziato il “curriculum educativo” in questa scuola.


 

LA FREQUENZA DEI BAMBINI.

 

In questa pagina è rappresentato il grafico relativo alle presenze dei bambini alla Scuola Materna “Maria Immacolata”, nei 40 anni di attività.


 

LA DIFFICILE AFFERMAZIONE NEL TEMPO.

 

 

All'inizio degli anni '60, la costruzione e il funzionamento delle scuole materne cominciò ad interessare anche la Pubblica Amministrazione; fino a quel tempo infatti gli “asili” erano scarsi e quelli che esistevano erano affidati per la maggior parte ad istituti religiosi o comunque ad enti privati ([20]).

Solo nel 1969 con la legge 444 ci fu l'istituzione della Scuola Materna. Statale.

La Scuola Materna “Maria Immacolata” di Terontola fa parte di quelle scuole rette e gestite con spirito di sacrificio da un nucleo di Suore diplomate che, oltre alla competenza professionale, si sono sempre impegnate nel lavoro con grande senso di umanità.

I genitori sono sempre stati soddisfatti, sia per i risultati in campo educativo, sia per gli orari affatto fiscali in cui i bambini possono essere accolti o riconsegnati dalla Scuola Materna.

Verso la fine degli anni '60 però cominciarono ad affiorare delle lamentele perché la Scuola Materna chiedeva un aumento al modesto contributo per la refezione ed il trasporto dei piccoli, sparsi nelle varie frazioni.

Il comitato “pro asilo” cercò allora qualche contributo sia presso l'Amministrazione Comunale, sia presso quella Provinciale, ma tutto questo senza risposte ([21]).

Nel 1966 l'Amministrazione Comunale di Cortona deliberò di costruire una nuova Scuola Materna a Terontola dove, a riconoscimento delle competenti autorità scolastiche esisteva già una delle più efficienti Scuole Materne della provincia.

Fu necessario l'intervento della Prefettura (Lett. n. 4093: DIV. Q. 18/11/1966), per far revocare l'atto deliberativo del Comune ([22]) che tornò alla carica nel 1972, quando il Sindaco con una lettera, invitò il Parroco di Terontola, presidente del “Comitato pro asilo”, “a rilasciare una dichiarazione per scritto circa la rinuncia alla gestione della Scuola Materna privata” ([23]).

Questa dichiarazione avrebbe permesso così di attuare il progetto di una nuova Scuola Materna a Terontola.

In questa occasione si dimostrò di non aver letto o di non aver voluto tenere conto della circolare del Ministero della Pubblica Istruzione n. 141 del 2/4/1971 che precisava: “le nuove scuole devono tenere ad assicurare la frequenza della Scuola Materna di molti bambini che ne sono ancora esclusi (e quelli di Terontola non erano allora in queste condizioni). Non devono perciò essere presentate domande di nuove istituzioni destinate a sostituire in atto o in parte preesistenti scuole pubbliche o private, non statali” ([24]).

Nel 1972 fu fatta una statistica da parte del Comitato della Scuola Materna sulla popolazione di Terontola e delle zone limitrofe, dimostrando che dal 1969 al 1971 erano nati 70 bambini, di cui 60 residenti a Terontola e nelle frazioni di Riccio ed Ossaia, la media annuale era di 24-25 nascite. I locali della Scuola Materna potevano ospitare fino a 80 bambini ([25]).

Il 9 dicembre 1975, il Sindaco di Cortona inviava un espresso al presidente del consiglio di amministrazione della Scuola Materna privata di Terontola, in cui dichiarava che “al fine di garantire una scuola per l'infanzia completamente gratuita anche alla popolazione di Terontola e delle zone limitrofe, pur riconoscendo il ruolo positivo svolto dalla privata, proponeva il passaggio della Scuola Materna privata a Scuola Materna Statale”.

Inoltre, c'erano delle condizioni da rispettare da ambedue le parti:

1) l'impegno dell'Amministrazione Comunale di utilizzare gli attuali locali per l'istituenda Scuola Materna Statale, con pagamento di un canone d'affitto da stabilire,

2) assunzione da parte del Comune del personale ausiliario e di tutti gli oneri di competenza per il funzionamento della Scuola Materna Statale,

3) possibilità di risanamento del bilancio della gestione della Scuola Materna privata da parte del Comune,

4) impegno dei due enti di richiedere nei termini previsti dalla Circolare Ministeriale l'istituzione di una Scuola Materna Statale nella frazione ([26]).

Il Comitato della Scuola Materna “Maria Immacolata” rispose tempestivamente a questa proposta avanzata dal Comune, “dopo un attento e sereno esame”.

In questa lettera inviata all'Ufficio Scuola, il Comitato affermava che “la Scuola Materna privata operava in Terontola e zone limitrofe da 18 anni con personale di qualificata attitudine pedagogica e che aveva sempre cercato di andare incontro alle esigenze della popolazione in ogni modo (addirittura con frequenze completamente gratuite per casi determinati).

Pertanto chiedeva all'Amministrazione Comunale un gesto nuovo e di profondo cambiamento di rapporti, sintetizzando il problema in questi trenini: da parte del Comitato l'esperienza acquisita, il personale specializzato ed ambienti adatti; da parte dell'Amministrazione Comunale l'aspetto finanziario.

Tutto questo perché solo i bambini e il loro benessere dovevano costituire il vero punto d'incontro e di reciproca comprensione” ([27]).

Innumerevoli furono gli incontri e gli scontri tra la Scuola, i genitori, e gli amministratori del Comune: il comitato “pro asilo” continuò a lavorare sodo, e con grandi sacrifici fornì la Scuola di tutto l'occorrente per una sempre maggiore efficienza.

Nel 1977 entrò in funzione un nuovo pulmino per il trasporto dei bambini.

Nel 1981 venne istituita la legge Regionale n. 53 sul “diritto allo studio”, in cui si richiamava l'esigenza del pluralismo nella scuola e si ordinava anche per gli alunni che frequentavano le scuole autonome, senza fini di lucro, un trattamento equipollente a quello degli alunni delle scuole statali.

In realtà la Scuola Materna “Maria Immacolata”, pur ricevendo un esiguo contributo economico, continuò la sua attività nel tempo, con diligenza e con la formula cristiana del ... “Dio provvede a tutto”([28]).

Infatti dal 1977 al 1984 si tornò ad allestire fiere di beneficenza come negli anni della costruzione, ma questa volta per trovare sostentamento e continuare a tenere aperta questa scuola.

In quegli anni, in nome del pluralismo ideologico ed educativo, venne istituita a Terontola un’altra Scuola Materna Statale, che tutt’oggi opera nel territorio, ma che non ha modificato in sostanza la presenza degli alunni in quella privata.

Intanto il 22 settembre 1984, le Scuole Materne autonome di Arezzo, del Casentino, della Valdichiana, del Valdarno e della Valtiberina si riunirono in un ampio salone degli Asili Aliotti di Arezzo per dar vita al primo congresso provinciale della F.I.S.M. (Federazione Italiana Scuole Materne autonome) ([29]).

Questo avvenimento non è da sottovalutare, non solo per l'interesse diretto di oltre cinquanta scuole sparse su tutta la provincia, ma perché i problemi dibattuti coinvolgevano valori culturali, etici, sociali e religiosi in una società spesso disorientata da tensioni sociali.

In questa prima riunione il presidente Mario BARONI mise in risalto i segni evidenti di un nuovo impegno per la difesa della libertà nella scuola, indicando come compito della scuola cattolica la realizzazione di una civiltà che nasce dall'amore.

Parteciparono anche personalità autorevoli e vari relatori, tra cui l'avvocato Giuseppe TOTARO e la professoressa Sira Serenella MACCHIETTI dell'Università di Siena.

L'avvocato TOTARO introdusse il tema “Sulle prospettive attuali della Scuola Materna cattolica”, mettendo a fuoco il punto che la Scuola Materna Cattolica era nata come esperienza ed espressione della parrocchia e perché tale si era realizzata anche come centro di educazione delle famiglie.

Sarebbe toccato quindi alla F.I.S.M. rimediare alle ingiustizie, ai ritardi e alle disattenzioni del potere pubblico nei confronti delle Scuole Materne autonome.

La professoressa MACCHIETTI sviluppò il proprio discorso a carattere pedagogico sulle “linee progettuali e programmatiche dell'educazione nella Scuola Materna”, parlando della vita e dell'educazione come impregno dell'uomo verso l'altro uomo, per cui l'educazione autentica era quella fondata sulla cultura e sulla fede.

Illustrando la pedagogia della Persona concluse che il bambino doveva essere la misura della sua educazione e di qualsiasi intervento di politica scolastica ([30]).

L’adesione alla F.I.S.M. dimostra l’attenzione attribuita ai problemi pedagogici della Scuola Materna “Maria Immacolata” che si è sempre distinta per la serietà e l’impegno fin dalla sua fondazione, ma anche nei momenti più difficili, in cui si prospettava una imminente “forzata chiusura” per problemi finanziari e burocratici.

In conclusione, vista la storia travagliata che ha attraversato questa istituzione educativa ed il ben delineato “progetto d’uomo” che emerge dalle linee pedagogiche seguite, possiamo certamente affermare che la Scuola Materna “Maria Immacolata” è la “Fucina Humanitatis” di Terontola.


 

INDICE

 

 INTRODUZIONE ..................................................................   pag.   2

 LA COSTRUZIONE   ............................................................   pag.   3

 PROPOSTE PEDAGOGICHE ...............................................   pag. 7

 LA FREQUENZA DEI BAMBINI. ........................................   pag. 12

 LA DIFFICILE AFFERMAZIONE NEL TEMPO. ................   pag. 13

 


 

NOTE


[1]) Dal testo del discorso pronunciato dal maestro Leone PIPPARELLI in occasione dell'inaugurazione della Scuola Materna.

[2]) Dal testo del discorso pronunciato dal maestro Leone PIPPARELLI in occasione dell'inaugurazione della Scuola Materna.

[3]) Dal ciclostile “Comitato per l'erigendo Asilo”.

[4]) “LA NAZIONE” del 15/10/1954.

[5]) Dalla lettera del Rag. Ugo BENNATI dell'11/11/1954.

[6]) Dalla lettera dell' Ing. Andrea BIANCHINI del 20/12/1954.

[7]) “LA NAZIONE” del 10/03/1955.

[8]) “LA NAZIONE” del 15/08/1955.

[9]) “LA NAZIONE”' del 06/01/1957.

[10]) Dalla lettera del 13/03/1957 “A tutti i capo famiglia di Terontola e Riccio”.

[11]) “LA NAZIONE” del 07/09/1957.

[12]) “LA NAZIONE” del 07/09/1957.

[13]) “LA NAZIONE” del 07/09/1957.

[14]) Da una intervista a Suor Grazia COPPARONI.

[15]) “LA NAZIONE” del 04/04/1958.

[16]) Dal ciclostile del programma di intrattenimento per la recita del 03/05/1959.

[17]) “LA NAZIONE” del 04/07/1973.

[18]) “LA VOCE DI CORTONA” del 23/06/1985.

[19]) “LA VOCE DI CORTONA” del 16/06/1986.

[20]) “L'ETRURIA” novembre 1977.

[21]) “L'ETRURIA” novembre 1977.

[22]) “L'ETRURIA” novembre 1977.

[23]) “L'ETRURIA” novembre 1977.

[24]) “L'ETRURIA” novembre 1977.

[25]) Dati statistici del 1972 sulla popolazione di Terontola e delle frazioni limitrofe.

[26]) Lettera dell'Ufficio Scuola di Cortona n. prot. 13801.

[27]) Lettera del “Comitato Scuola Materna autonoma di Terontola” del 19/12/1975.

[28]) “LA VOCE DI CORTONA” 1/12/1985.

[29]) “TOSCANA OGGI” 14/10/1984.

[30]) “TOSCANA OGGI” 14/10/1984.

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